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L’Agenzia delle Entrate spiega nel dettaglio i passaggi da seguire dopo aver presentato la dichiarazione di adesione alla “rottamazione-ter”, prevista dall’articolo 3 del decreto legge 119/2018. Il provvedimento permette di pagare l’importo del debito senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.
Ecco i passaggi previsti dalla legge:
1. Entro il 30 giugno 2019 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invia al contribuente una “Comunicazione”:

di accoglimento della domanda contenente l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata 2018, la scadenza delle eventuali rate e i relativi bollettini di pagamento;
di eventuale diniego con l’evidenza delle motivazioni per le quali non è stata accolta la richiesta di Definizione agevolata.

In base alla scelta effettuata dal contribuente il debito potrà essere estinto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019, oppure, se si è scelto il pagamento dilazionato:

fino a un massimo di 18 rate consecutive (5 anni):

le prime due rate scadono il 31 luglio e 30 novembre 2019;
le restanti sedici rate, ripartite nei successivi 4 anni, andranno saldate il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2023.

fino a un massimo di 10 rate consecutive di pari importo (3 anni), nel caso in cui per gli stessi carichi sia stata già richiesta la “rottamazione-bis”, ma non risultino pagate, entro il 7 dicembre 2018, le rate di luglio, settembre e ottobre 2018:

le prime due rate scadono il 31 luglio e il 30 novembre 2019;
le restanti otto andranno saldate il 28 febbraio, il 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre degli anni 2020 e 2021.

2. Dopo la presentazione della dichiarazione di adesione Agenzia delle entrate-Riscossione, limitatamente ai “debiti definibili”:
– non darà seguito alle procedure esecutive già avviate, salvo che non abbia avuto luogo il primo incanto con esito positivo;
– non avvierà nuove procedure cautelari o esecutive, mentre resteranno attivi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della domanda.
3. A seguito della presentazione della dichiarazione di adesione saranno sospesi i termini di prescrizione e decadenza dei carichi inseriti nella domanda e gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti rateizzazioni.

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Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 53 del 4 aprile 2019, ha approvato il Decreto legge recante “Misure urgenti per la crescita economica”, che prevede sgravi ed incentivi fiscali, disposizioni per il rilancio degli investimenti privati, norme per la tutela del made in Italy oltre ad altre misure per la crescita.
Le principali misure fiscali
Vengono introdotte, in particolare:

la maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi;
la revisione della mini-Ires nel senso della sua semplificazione;
la maggiorazione della deducibilità Imu dalle imposte sui redditi;
modifiche alla disciplina del patent box;
una nuova disciplina del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e per il “rientro dei cervelli”;
modifiche al regime dei forfetari;
incentivi per la valorizzazione edilizia;
una rivisitazione del “sisma bonus”;
un nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili;
norme in materia di banche popolari;
modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico;
incentivi alle aggregazioni d’imprese;
una nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali e fatturazione elettronica;
l’estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali;
il credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante;
misure di sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti e per l’assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni;
un piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa, con particolare riferimento a Veneto e Campania.

Le misure per il rilancio degli investimenti privati
Sono introdotte:

una garanzia statale funzionale allo sviluppo della media impresa;
norme per la semplificazione della gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;
il rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa;
modifiche alla “nuova Sabatini”;
misure di sostegno alla capitalizzazione delle imprese e sui tempi di pagamento tra le imprese;
norme per lo sblocco degli investimenti nel settore idrico nel Sud;
la previsione di nuove dismissioni immobiliari enti territoriali;
norme in materia di cartolarizzazioni;
agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare;
la definizione delle società di investimento semplice (Sis);
semplificazioni per la definizione dei patti territoriali e dei contratti d’area;
norme per la creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale;
contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Le misure per la tutela e la promozione del made in Italy
Vengono introdotte norme per il contrasto all’italian sounding ed incentivi al deposito di brevetti e marchi, del marchio storico di interesse nazionale.

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A seguito di numerosi quesiti di enti e centri di servizio per il volontariato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con la Nota del 26 febbraio 2019, Prot. 0002106, ha chiarito la disciplina da applicare in tema di obblighi di rendicontazione e pubblicazione del contributo 5×1000.

Ai sensi del D.P.C.M. 23 aprile 2010, tutti gli enti beneficiari del contributo sono obbligati a redigere il rendiconto delle somme ricevute a titolo di 5×1000 e la relazione illustrativa.

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Con notizia pubblicata sul proprio portate l’Inps comunica che è attivo il servizio dedicato alla Certificazione Unica (CU) 2019 relativa ai redditi percepiti nel 2018, disponibile per chi ha INPS come sostituto di imposta.

Il servizio permette di visualizzare, scaricare e stampare il modello della CU 2019, necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Per ottenerlo si deve accedere al servizio utilizzando le proprie credenziali (SPID o codice fiscale e PIN o CNS).

L’Istituto precisa inoltre che è possibile ottenere la Certificazione Unica anche tramite posta elettronica certificata (PEC) con la richiesta che va trasmessa all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it unitamente alla copia del documento di identità del richiedente. La Certificazione Unica sarà inviata alla casella PEC utilizzata per la richiesta.

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L’articolo 9, commi da 1 a 8, del decreto-legge n. 119 del 2018 ha introdotto la definizione agevolata delle violazioni formali. In applicazione del comma 8 del citato articolo l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento dal 15 marzo 2019, ha illustrato le modalità operative e la tempistica per la sanatoria di tai irregolarità. Continua a leggere

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Sul sito internet del MiBAC, Direzione Generale Turismo, viene ricordato che per poter accedere al Tax Credit Riqualificazione (articolo 10 del Dl n.83/2014) è necessario presentare l’istanza online unitamente all’attestazione di effettività delle spese sostenute, attraverso il Portale dei Procedimenti.

E’ possibile effettuare la compilazione dell’istanza fino alle ore 16:00 del 21 marzo 2019 mentre le domande possono essere inviate esclusivamente dalle ore 10:00 del 3 aprile alle ore 16:00 del 4 aprile 2019.

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L’articolo 379 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, oltre modificare l’articolo 2477 del Codice civile, al comma 3 detta una diposizione transitoria che riguarda le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data di entrata in vigore del presente articolo (16 marzo 2019).
Queste società, quando ricorrono i requisiti per la nomina dell’organo di controllo o del revisore, indicati dal nuovo articolo 2477 C.C., dovranno provvedere alla loro nomina e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto alle disposizioni di cui al predetto comma entro nove mesi dalla predetta data (entro il 16 dicembre 2019), per prevedere la nomina del sindaco unico, del collegio sindacale o del revisore.
Fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto conservano la loro efficacia anche se non sono conformi alle inderogabili disposizioni previste dalla nuova normativa.
Ai fini della prima applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2477 del Codice civile, commi secondo e terzo, come sostituiti dal comma 1 dell’art. 379, si ha riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza indicata nel primo periodo (art. 379, comma 3).
Due sono le considerazioni che vogliamo approfondire circa gli obblighi di adeguamento: con la prima vogliamo consigliare una attenta lettura delle clausole statutarie vigenti nei propri statuti, prima di procedere ad eventuali variazioni o aggiornamenti; con la seconda vogliamo far emergere alcune problematiche relative alla tempistica circa l’obbligo di nomina dell’organo di controllo nel caso di superamento dei parametri fissati dal nuovo articolo 2477 C.C.
Riteniamo, anzitutto, che sia indispensabile verificare con attenzione le clausole attraverso le quali l’atto costitutivo (o lo statuto) prevedono, nelle società in questione, la disciplina della nomina dell’organo di controllo o del revisore e se tale nomina è contemplata.
Nel caso in cui lo statuto preveda ad esempio: «La nomina dell’organo di controllo o del revisore avviene nei casi in cui la legge renda tale nomina obbligatoria», oppure «La nomina dell’organo di controllo o del revisore si rende obbligatoria al superamento dei parametri previsti dall’art. 2477 c.c.» o espressioni analoghe, le modifiche potrebbero non essere necessarie, essendo l’atto costitutivo e statuto già in linea con le nuove regole.
Diversamente, qualora lo statuto prevedesse, ad esempio, che «La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria al superamento dei parametri di cui all’art. 2435-bis c.c. e negli altri casi previsti dall’art. 2477 c.c.» o espressioni equivalenti, il contratto sociale dovrà essere modificato per tener conto dei nuovi parametri di nomina.
Obblighi di adeguamento, scatteranno, ovviamente, anche nei casi in cui l’atto costitutivo o lo statuto sociale nulla prevedessero in tema di controlli.
Più complesse da risolvere sono, invece, le problematiche relative alla tempistica circa l’obbligo di nomina del nuovo sindaco o revisore nel caso in cui, nei due esercizi che antecedono quello in cui si rendono necessarie le modifiche statutarie (quindi presumibilmente l’esercizio 2017 e l’esercizio 2018), si superino i parametri di cui al novellato articolo 2477 C.C.
Appare chiara l’intenzione del legislatore di accelerare le nomine nella seconda parte del 2019, sia nella relazione di accompagnamento – ove si legge che il legislatore «fissa in nove mesi il termine entro il quale le società interessate dovranno provvedere alla nomina dell’organo di controllo» – e sia nell’aver fissato agli esercizi 2017 e 2018 quelli di osservazione ai fini della valutazione del superamento delle nuove soglie dimensionali.
Considerato che le modifiche statutarie dovrebbero essere completate entro dicembre (periodo di chiusura dei bilanci e quindi periodo inadatto per la conoscenza dell’azienda e della sua attività da parte degli eventuali nuovi nominati), non sarebbe stato più ragionevole a riguardo, anziché fissare un termine vago di “nove mesi”, indicare come termine, per la nomina dell’organo di controllo o del revisore, l’assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018?
Si sarebbe così consentito all’eventuale nuovo organo in carica di assolvere con maggiore consapevolezza ai nuovi compiti che verranno ad esso demandati – in particolare nelle nuove procedura di allerta – nella prospettiva che dal 15 agosto 2020 sarà operativa l’integrale riforma della crisi d’impresa.
Per un approfondimento sui contenuti e per scaricare il testo del decreto clicca qui.

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E’ online il portale Incentivi.gov.it, a cura del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, vademecum ragionato sugli incentivi dedicati alle piccole e medie imprese nel quale gli imprenditori potranno trovare l’incentivo più adatto alle proprie esigenze, alle esigenze del loro territorio o alla dimensione della loro azienda.
In particolare, gli incentivi trattati nel documento riguardano:

l’avvio di una nuova impresa;
gli investimenti in innovazione;
la crescita;
il rafforzamento patrimoniale;
gli investimenti in macchinari, impianti e software;
l’internazionalizzazione;
gli investimenti in formazione, in ricerca e sviluppo, in efficienza energetica, in nuove assunzioni, fino ad arrivare agli sgravi fiscali, tra cui quello connesso al reddito di cittadinanza.

Il vademecum verrà aggiornato periodicamente e sarà integrato con le informazioni di tutte le pubbliche amministrazioni. Nelle prossime settimane sarà implementata la parte “web oriented” con un sistema che risponde a domande specifiche dell’imprenditore.

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L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un quesito posto nella sezione “La posta di FiscoOggi” della propria rivista telematica circa l’ammontare dell’imposta sostitutiva sulle lezioni private ha precisato che, a partire dal 1° gennaio 2019, “ai compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni, svolta dai docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef (e delle addizionali regionale e comunale) con l’aliquota del 15%”.
Resta comunque la possibilità di optare per l’applicazione dell’Irpef nei modi ordinari (articolo 1, commi da 13 a 16, legge 145/2018).