Il Consiglio dei Ministri giovedì ha istituito una nuova professione sanitaria: l’osteopatia.

L’osteopatia è una terapia manuale volta alla salute della persona nel suo complesso piuttosto che alla malattia. Finora in Italia è stata considerata una disciplina olistica.


Nata in America verso la fine del 1800, ove è oggi una specializzazione che si consegue dopo aver frequentato medicina, e si diffuse anche in Europa tra gli anni ’20 e gli anni ’40. Ormai è riconosciuta in molti Stati europei ed in diversi rientra tra le professioni sanitarie. Ed ora sarà così anche in Italia.

Vengono definiti il campo d’intervento del professionista, le modalità del trattamento che sarà soprattutto rivolto a “prevenire alterazioni muscolo scheletriche educando il paziente nelle abilità di autogestione dell’organismo” , le strutture ove si potrà svolgere la professione.

Viene anche istituita la laurea triennale in osteopatia.

Servirà ancora un decreto del Presidente della Repubblica per rendere la norma operativa ed occorrerà un successivo accordo della Conferenza Stato-Regioni per definire i criteri di valutazione dell’esperienze professionale per chi già esercita l’attività.

Il riconoscimento dell’osteopatia avrà un grande impatto sia sui professionisti che svolgono questa attività che avranno un albo, potranno pianificare i trattamenti ed eseguirli, dei regolamenti da rispettare che per i loro pazienti.

Col riconoscimento come professione sanitaria ad esempio le fatture emesse dagli osteopati diventeranno detraibili in dichiarazione dei redditi come spese mediche purché pagate (come le altre spese) con modalità tracciabili.