Fattura Elettronica scartata da SDI o rifiutata da PA: differenze e soluzioni

Informazioni generali

La fattura elettronica è obbligatoria ormai da tempo e la corretta emissione e trasmissione delle fatture sono fondamentali per evitare intoppi e problematiche. Tra le problematiche più frequenti, soprattutto per chi opera con la Pubblica Amministrazione, due termini possono generare confusione: fattura scartata dallo SDI e fattura rifiutata dalla Pubblica Amministrazione.

Entrambe le situazioni rappresentano un intoppo nel processo di fatturazione con possibilità di incorrere in sanzioni e mancati incassi: è quindi fondamentale comprenderne le differenze per sapere come agire correttamente e sanare la problematica.

Fattura elettronica scartata dallo SDI

Un primo ostacolo può sorgere già prima che la fattura raggiunga il suo destinatario. Se il Sistema di Interscambio (SDI) ravvisa errori di compilazione (ad es. nel numero di Partita IVA, nel codice fiscale, nel codice univoco, ecc.) codicio violazioni dei formati tecnici, la fattura viene scartata. In questo caso:

  • Non viene recapitata al destinatario PA;
  • Viene considerata “non emessa”.

Cosa fare se la fattura viene scartata dallo SDI:

  • Correggere l’errore: Analizzare la notifica di scarto per individuare la problematica e procedere con la correzione della fattura.
  • Reinviare la fattura: Entro 5 giorni dal ricevimento della notifica, è possibile ritrasmettere la fattura allo SDI, mantenendo il medesimo numero e data del documento originario.
  • Nessuna nota di credito: A meno che la fattura scartata sia già stata registrata in contabilità, non è obbligatorio emettere una nota di credito. 

Fattura elettronica rifiutata dalla Pubblica Amministrazione:

La Pubblica Amministrazione può rifiutare una fattura elettronica già correttamente trasmessa allo SDI per svariate ragioni, tra cui:

  • Errori nei dati contenuti nella fattura (ad esempio, dati anagrafici errati, codici articolo/servizio non validi, importi non corretti).
  • Mancata corrispondenza con quanto ordinato o fatturato.
  • Assenza di documentazione di supporto.
  • Altri motivi previsti dalla normativa (ad esempio, fatturazione di beni o servizi non consentiti).

Due casistiche di errore frequenti nell’emissione delle fatture alla Pubblica Amministrazione sono:

  • la mancata indicazione  del codice CIG (Codice Identificativo di Gara) e, se richiesto, del codice CUP (Codice Univoco di Progetto);
  • la mancata indicazione Split Payment (l’Ente pagherà al fornitore l’imponibile e verserà l’IVA direttamente allo Stato).

In questo caso la fattura per l’Agenzia delle Entrate è validamente emessa, non può essere annullata nè sostituita da un’altra con il medesimo numero perchè si genererebbe una duplicazione di IVA e di ricavi. 

Cosa fare se la fattura viene rifiutata dalla PA:

  • Richiedere la motivazione del rifiuto: La Pubblica Amministrazione, seppur non obbligata, può trasmettere una comunicazione di scarto contabile, specificando le ragioni del rifiuto.
  • Valutare la contestazione: Se si ritiene che il rifiuto sia infondato, è possibile contestare la motivazione fornita dalla Pubblica Amministrazione.
  • Emettere una nota di credito e una nuova fattura: In caso di errore, è necessario emettere una nota di credito per stornare la fattura rifiutata e poi emettere una nuova fattura corretta utilizzando un nuovo numero.

In conclusione:

Conoscere la differenza tra fattura elettronica scartata dallo SDI e rifiutata dalla Pubblica Amministrazione è fondamentale per gli emittenti per poter gestire correttamente tali situazioni. È sempre fondamentale prestare attenzione alla corretta compilazione delle fatture elettroniche per evitare problematiche e di incorrere in sanzioni e mancati incassi.

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